«Sembrava “Cambio moglie” su La7», Genoa vs Torino in 14 punti (semiseri)

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Dopo la sfida contro il Torino di Giampiero Ventura ho deciso di scrivere 14 spunti di riflessione. Eccoli elencati.

1) La partita di ieri sembrava un episodio di “Cambio moglie, famosa trasmissione culturale andata in onda recentemente su La7, dopo grandissimi riconoscimenti di fama internazionale. Infatti, da un lato avevamo un ex come Ciro Immobile, con la sua proverbiale (quanto efficace, evidentemente) corsa scoordinata. Dall’altro invece il buon Alessio Cerci, ex idolo della Curva Maratona. Ecco, entrambi a segno con una doppietta.

2) Incredibile la somiglianza tra il secondo goal di Immobile e quello messo a segno da Diego Milito contro l’Ascoli nel 2004. Stessa porta e somiglianza assoluta.

3) E fu così che al 23′ di Genoa vs Torino si intravide il vero Alessio Cerci. Dopo un mancato assist da parte di Gabriel Silva, l’ala di Velletri tira fuori il fuoco che ha dentro andando a pressare su Molinaro, preludio di una grande prestazione. Da quel minuto potrebbe essere iniziata la vera avventura di Cerci in rossoblù.

4) Quindi tutto merito di Gabriel Silva.

5) Chiudiamo il capitolo Cerci. Bellissimo l’abbraccio dei compagni di squadra dopo la rete del pareggio allo scadere del primo tempo. Molto sentito, evidentemente.

6) Provo sincera empatia per i tifosi che nel primo tempo, durante lo svantaggio, urlavano in Gradinata frasi del tipo «Ve la siete venduta eh», et similia. Che brutta vita che devono avere. 

7) Il premio Fair Play di ieri lo vince sicuramente Kamil Glik, il capitano del Torino. Prima, su un calcio di punizione per il Genoa, si prende con Nicolás Burdisso in mischia. Poi, cade improvvisamente a terra per un presunto colpo proibito da parte dell’argentino. Un colpo talmente violento che subito il polacco a “gattoni” si sposta fuori dal campo per permettere ai suoi la ripartenza. Poi, quando il Genoa recupera la palla, magicamente si rialza e torna in piedi a mo’ di Lazzaro con i Rossoblù nella sua area. Gratulacje Kamil!

8) Sul rigore non fischiato per fallo su Goran Pandev dal sig. Doveri, un tifoso in Gradinata Nord si mette ad urlare, con il ghigno di chi la sa lunga: «Doveri dov’eri?». E giù risate tra i presenti.

9) Continuerò a dirlo fino alla fine dell’anno: Luca Rigoni è un artigiano. Non sarà un giocatore dotato di un’eleganza sopraffina, ma quando entra fa la differenza. Rischia di mandare a rete un compagno di squadra per due volte e, come se non bastasse, mette a segno la rete che vale in tre punti. La seconda in rossoblù dopo quella contro l’Empoli, valsa anche’essa i tre punti.

10) Dopo trenta partite ufficiali disputate in questa stagione dal Genoa, per la prima volta è stato sostituito Diego “Mesto” Laxalt. Per lui solo una partita e mezza non disputata in questa stagione. Ogni parola è sprecata. Chapeau.

11) Ovazione di tutto lo stadio all’87’ per Goran Pandev, tanto bistrattato fino a poche settimane fa da una parte della tifoseria (strano…) ma autore di un recupero difensivo a tre minuti dalla fine sull’esterno ghanese Afriyie Acquah. Tanta qualità, soprattutto negli stop, ma anche tanta quantità.

12) Novanta minuti di applausi per i raccattapalle che ieri, simpaticamente, sembravano avere un tasso alcolemico importante. Mai vista una partita allo stadio giocata perennemente con due palloni in campo. Può essere un esperimento da proporre al nuovo boss della FIFA, Gianni Infantino.

13) Al 92′ tutto lo stadio intona il famoso «Chi non salta blucerchiato è» e Mattia Perin, su rimessa dal fondo, fa due saltelli prima di rinviare. Idolo.

14) Infine, informazione di servizio. Qualche settimana fa avevo scritto una lettera aperta alla parte nociva della tifoseria genoana. Oggi a fine partita c’è stato un coro per mister Gasperini. Mi dispiace informarvi che stiate perdendo alla grande questa “battaglia”. #Waterloo

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