«Non vedere l’ora che sia il weekend», Genoa vs ChievoVerona in 13 punti (semiseri)

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Dopo la sfida contro il ChievoVerona di Rolando Maran ho deciso di scrivere 13 spunti di riflessione. Eccoli elencati.

1) Un saluto speciale a Marco Sàvi, il più grande appassionato di questa rubrica.

2) Ripeto dalla volta precedente. Adel Taarabt è indiscutibilmente il giocatore di movimento più talentuoso che abbiamo, e sia lodato il Sommo per il fatto che non sia andato via in estate dopo le facili critiche del pubblico nella passata stagione. Per gli smemorati, rivedere al 78′ la sua veronica sulla tre quarti campo e la conclusione di collo esterno con cui stava per far esplodere lo stadio.

3) Come descrivere al meglio la personalità di Pietro Pellegri? Con il modo in cui ha reagito al “buffetto” di un Ivan Radovanović che, dopo una “scaramuccia” in campo, decide di provare a placarlo psicologicamente. Risposta? Manata per allontanare il braccio dell’avversario e resto della partita come se nulla fosse. Oppure anche il suo andare caparbiamente su Stefano Sorrentino, disturbandolo, pochi istanti prima del tiro con cui è poi andato a rete Diego Laxalt.

4) A proposito di Ivan Radovanović, non male come “giocatorino” il serbo. Autentico collante fase difensiva e fase offensiva, l’ex Partizan è sembrato il vero e proprio faro dell’undici di Ronaldo Maran.

5) Male contro i veneti il buon Darko Lazović. Troppo impreciso sugli appoggi e disattento palla al piede. Peccato che sia così discontinuo, i mezzi tecnici ci sarebbero.

6) Come è possibile che avendo a centrocampo Miguel Veloso ed Andrea Bertolacci alla fine si finisca con Luca Rossettini che imposta il gioco? Non capisco.

7) A proposito di Andrea Bertolacci, il Milan gli ha proprio fatto male. Giocatore che attualmente (e si spera solo attualmente) sembra irriconoscibile. Forse una ragione tattica c’è: il compagno portoghese gli mangia il campo. L’ex Rossonero come mezzala esterna non rende quanto forse renderebbe in coppia con un centrocampista centrale davanti alla difesa, uno alla Tomás Rincón diciamo, oppure come rendeva accanto al centravanti puro come Borriello nella stagione 2014/15. Problema assolutamente da risolvere. 

8) Complimenti a Stefano Sorrentino. Portiere che mi sarebbe sempre piaciuto vedere in Rossoblù, e che durante la partita si è reso protagonista di un gesto di grande fair play dichiarando di aver deviato in angolo un diagonale di Raffaele Palladino. Chapeau.

9) A proposito di Raffaele Palladino, la sua partita ieri è stata forse una delle migliori da quando è tornato. Sembrava parecchio sulle gambe e in più occasioni è riuscito ad andarsene di tecnica sulla sinistra, creando azioni pericolose.

10) Capitolo Ivan Jurić. Come si fa a bruciarsi due cambi così all’intervallo in una partita così decisiva?

11) Capitolo Ivan Jurić bis. Ora non bisogna esagerare. OK, Pellegri si sta dimostrando molto precoce, ma da lì a rischiare di bruciarlo ce ne passa. Ieri almeno a metà secondo tempo avrei inserito Andrej Gălăbinov, sia per il fatto che il giovane attaccante sembrava essere fuori dal gioco sia perché era già ammonito ed il suo diktat gli impone di non risparmiarsi mai in pressing, al costo di fare fallo.

12) Al costo di essere monotono: vedere che a Bergamo l’Atalanta di Gian Piero Gasperini regalava spettacolo goal dopo goal mi ha intristito ancor di più.

13) Veloso, non dico altro.

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