#GENOA: IL PAGELLONE 2016-2017

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Anche quest’anno eccoci con il PAGELLONE di fine anno. Tante insufficienze, che potevano essere di più se non avessimo tenuto conto del buon avvio di campionato. Ci è spiaciuto però su alcuni essere troppo “cattivi”…

Per dare un po’ di colore abbiamo inserito le nostre #vignetteatempoperso, oltre alle foto scattate durante la nostra Genoa Experience contro l’Inter!

 

PORTIERI

Perin: 7. Rientra a settembre dopo l’infortunio di Sassuolo e disputa un buon campionato fino a Natale, finchè dopo la sosta é la volta dell’altro crociato e lo sfortunatissimo Mattia deve di nuovo fermarsi. E la sua assenza si sente soprattutto nello spogliatoio. Per fortuna nel finale torna ad allenarsi a Pegli portando un buon contributo morale. Resterà, e probabilmente erediterà la fascia di capitano.

Lamanna: 6. Parte titolare nelle prime due di campionato e non sfigura, come peraltro nelle precedenti occasioni in cui era stato chiamato in causa. Dopo l’infortunio di Perin viene richiamato in causa e, complice il non buon momento della squadra per un periodo perde fiducia e le sue prestazioni ne risentono. Addirittura Mandorlini lo accantona per due partite. Ma con il ritorno di Juric torna titolare fisso, e con l’Inter compie una gran prestazione, sebbene capitomboli poi a Palermo. Dopo anni da comprimario, è probabile che il suo futuro sia lontano da Genova.

Oggi finalmente imbattuto… #LaLaManna #Genoa #LaLaLand #Lamanna #grifoniatempoperso #forzagenoa

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Rubinho: 5. Torna a gennaio tra lo stupore generale, ma almeno teoricamente non si prevede che giochi troppi minuti. Schierato quasi a sorpresa da Mandorlini, prende 8 gol in due partite, di cui 1 é tutto sulle sue spalle. Grazie Rubi, ma meglio lasciarsi dove eravamo rimasti qualche anno fa… Zima: s.v. Sarebbe stato interessante vederlo per qualche spezzone, ma il campionato del Genoa ahimé non lo ha concesso. Il suo futuro è un’incognita, ma ha bisogno di giocare. DIFENSORI Burdisso: 5,5. La stagione del capitano non è di quelle da incorniciare. Se nel girone di andata la difesa è una delle meno battute del campionato, nel ritorno si scioglie come neve al sole. Gioca sempre e forse il fisico alla lunga ne risente. Lascerà il Genoa, ma la sua esperienza rossoblù è da considerarsi comunque positiva.

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Izzo: 6,5. Anche lui parte molto bene, e anche nelle difficoltà del ritorno è sempre l’ultimo ad arrendersi. Pesa però su tutta la sua stagione la vicenda extracalcistica che lo condiziona non poco mentalmente, impedendogli di ripetere la grandissima scorsa stagione. Tolto questo pensiero siamo sicuri che il prossimo anno possa essere quello della sua consacrazione. Si spera in maglia rossoblù.

Muñoz: 6. Una stagione con così tante partite giocate non se la sarebbe aspettata nessuno. L’uomo di cristallo rossoblù finalmente trova una buona continuità fisica, non sempre accompagnata però dalla continuità di rendimento. Un po’ troppe amnesie per un giocatore della sua esperienza. Remdimento complessivo però tutto sommato sufficiente.

Gentiletti: 5,5. Juric lo rispolvera in un ruolo svolto a inizio carriera, nel quale però trova molte difficoltà, data la sua poca esplosività. Bravo nell’impostare, patisce però molto i giocatori brevilinei e scattanti. Nel finale di campionato riesce però a sopperire a questa mancanza con l’esperienza, inanellando discrete prestazioni.

Orbàn: 5. Probabilmente non adatto al campionato italiano, per i troppi cali di attenzione palesati in quasi tutte le partite disputate. Peccato perché la grinta e la tecnica non gli mancherebbero.

Biraschi: 6,5. Tenuto in naftalina per quasi tutto il campionato, nel finale sostiuisce degnamente Izzo, scalzando Munoz. E’ pronto per dire la sua nel prossimo campionato.

Lo aspettiamo presto in campo #effervescentebiraschi #grifoniatempoperso

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CENTROCAMPISTI

Edenilson: 6. Non é il giocatore che i tifosi rossoblù hanno visto nel Genoa solamente due anni prima. Meno sprint, non riesce a contendere il posto a Lazovic. E a fine marzo se ne torna in Brasile senza pensarci troppo.

Fiamozzi: s.v. Utilizzato per pochissimi minuti, a gennaio va al Frosinone, ma con la mancata promozione dei ciociari (con i quali é titolare indiscusso) tornerà alla base.

Lazovic: 6,5. La partenza é a razzo, e lo spaurito giocatore della stagione scorsa sembra essere rinato, in un ruolo che sicuramente lo valorizza molto di più. Anche lui ha comunque i suoi passaggi a vuoto, ma Juric stravede per Darko, e a fine stagione le presenze sono 33, con ben 5 assist e 2 gol. Ecco, sottoporta é dove deve e può migliorare sicuramente molto di più.

Laxalt: 6,5. Ormai la fascia sinistra non la molla più. Lo sanno bene Brivio e Beghetto, ai quali Diego fa vedere pochissimo il campo, sebbene in alcune partite il rendimento non sia di quelli migliori. La corsa é sempre “infinita”, ma spesso sbaglia l’ultimo passaggio o va a scontrarsi sul terzino avversario. Finale comunque in crescendo.

Brivio: s.v. Una stagione da buttare. Sebbene non trovi il minimo spazio, a gennaio rifiuta anche le destinazioni proposte. A che pro?

Beghetto: 6. Preso a gennaio da una Spal già lanciata verso la promozione, trova pochissimo spazio, seppur lasci intravedere qualità importanti. Contro l’Inter, nell’unica sua apparizione per 90′, dimostra buona gamba e tecnica. Merita di stare in Serie A, il prossimo anno si spera abbia più spazio.

Rincon: 6. Non é il Rincon degli scorsi anni, si vede. Che siano condizioni fisiche, mentali, non é dato saperlo. Eppure, pur a mezzo servizio, si rivela fondamentale. Il non averlo sostituito con un giocatore di pari caratteristiche a gennaio, rimane il rimpianto più grande della stagione.

Miguel Veloso: 7. Chi lo avrebbe mai detto che si sarebbe rivelato l’ago della bilancia della stagione di rossoblù? Detta i tempi del pressing, disegna geometrie… e macina chilometri. Un Veloso “operaio” insomma. Che manca moltissimo quando si infortuna. Arrivato quasi per caso, probabilmente rimarrà anche il prossimo anno. Ormai il rossoblù gli é entrato dentro.

Cofie: 6. I mormorii del Ferraris sono difficili da cancellare. Isaac ci mette tutta la buona volontà, ma non sempre basta a coprire i limiti tecnici. Buon gregario, ma quando si ritrova titolare abbandonato sia da Rincon che da Veloso, patisce tantissimo. Il cuore messo nelle ultime gare però forse ha fatto cancellare definitivamente quei mormorii.

Ntcham: 6. Doveva essere la sua stagione. Juric lo carica di responsabilità e l’inizio del suo campionato tutto sommato non é malaccio. Poi iniziano le vicende extra campo, le prestazioni calano di livello finché Juric non lo etichetta come suo fallimento personale. Con Mandorlini diventa eroe, con due gol tanto belli quanto importanti. Per il Genoa, perché vogliono dire 4 punti importantissimi, per lui, perché lo caricano a mille. Peccato che poco dopo arrivi l’errore nel derby. Rispolverato per qualche partita anche da Juric nel finale, non sfigura. Ma non basta per essere riscattato. La sua avventura al Genoa finisce qui.

#OllyNtcham #Ntcham #OllyeBenji #buffaracconta #Genoa #forzagenoa #grifoniatempoperso Un post condiviso da #grifoniatempoperso (@ilgrifonauta) in data:

Rigoni: 6,5. A inizio stagione é l’uomo in più. Il nuovo ruolo disegnato per lui da Juric gli fa vivere una seconda giovinezza, che si esaurisce però nel girone di andata. Incapace di ri-calarsi nella mentalità del centrocampista quando ce ne sarebbe bisogno, mette fortunatamente la giusta grinta nelle ultime gare decisive.

Il nostro #artigiano é pronto al rientro venerdì prossimo a #Napoli… Lo aspettiamo con ansia!!! #grifoniatempoperso

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Morosini: s.v. Ritenuto non ancora pronto per la categoria, dopo essere stato giudicato miglior giocatore della scorsa Serie B, é un prospetto interessante su cui il Genoa deve continuare a investire.

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Morosini – Genoa Experience – Genoa-Inter

Cataldi: 6. Arriva con l’etichetta di “prestito secco” e lo si accusa subito di scarso impegno. Gara dopo gara però riesce a conquistare la piazza e dopo essere stato accusato di “mancata esultanza” dai suoi nuovi tifosi dopo il pareggio col Bologna, finisce addirittura sul banco di accusa per “troppa esultanza” dai suoi ex tifosi laziali. A Roma dovrà per forza di cose tornare, ma chissà che non possa tornare in rossoblù.

Hiljemark: 5,5. 2 gol, entrambi decisivi, nonostante tutto. Non riesce ad entrare appieno nei meccanismi di gioco, sebbene abbia qualità importanti e ricordi, per alcuni versi, il primo Kucka. Sicuramente però può ritagliarsi uno spazio nel Genoa di domani.

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Hiljemark – Genoa Experience – Genoa-Inter

 
ATTACCANTI

Ocampos: 5,5. Dovrebbe essere il nuovo Perotti, quello che dovrebbe dare qualità all’attacco rossoblù. Le premesse sono ottime, ma ben presto si rivela discontinuo, anche all’interno della singola gara. Chiude comunque la sua esperienza con 3 gol in 6 mesi e la sensazione che, nonostante tutto, la sua partenza possa esser stata un po’ troppo frettolosa.

Pandev: 6,5. Un giocatore trasformato rispetto alla scorsa stagione. In Coppa Italia la fa da gran padrone, chiudendo addirittura da capocannoniere della competizione. In campionato, ogni volta che viene chiamato in causa, da il suo contributo e nel finale di stagione segna gol pesantissimi. Parlo a titolo personale, ma io a Goran un altro anno di contratto (a ingaggio ridotto) lo farei.

Ninkovic: 6. Parte molto a rilento, complice la preparazione saltata per problemi fisici. Piano piano però riesce a guadagnarsi sempre più spazio, a segnare e a regalare lampi di classe. Poi di nuovo oblio, altri problemi fisici e il rientro nel finale di stagione, a ritmi molto ridotti. Ha dimostrato che le potenzialità ci sono, e l’età é dalla sua. Va gestito bene per non sprecare quello che senza ombra di dubbio é un gran talento.

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Ninkovic – Genoa Experience – Genoa-Inter

Palladino: 5,5. Torna in rossoblù per amore della piazza e per dare una mano all’amico Juric. Purtroppo però non dà quanto forse ci si aspetterebbe, sebbene disputi gare discrete.

Taraabt: 4,5. Il suo campionato in rossoblù inizia (e probabilmente finisce) a Firenze. Pronti via, fa subito vedere la sua classe e decide (quasi da solo) la gara del Franchi. Poi il nulla. Gli allenamenti “svogliati”, gli scampoli di partita incolori, fino al completo estraniarsi dalla squadra. Sulla carta dovrebbe restare ancora fino a giugno, ma la sua situazione andrà valutata attentamente.

Gakpé: 5. Dopo un discreto precampionato viene confermato in squadra, e segna anche un gol alla seconda giornata col Crotone. Poi però piano piano si spegne, e il divorzio a gennaio é quasi inevitabile.

Pavoletti: 6. Resta al Genoa a furor di popolo, e inizia anche discretamente la stagione, ma poi prima un infortunio e poi un altro fanno si che le partite giocate a dicembre siano pochine. Se ci mettiamo pure che nel frattempo esplode Simeone, alla fine la cessione a gennaio non sembra neppure tutto sto gran problema. E in effetti forse chi ci ha rimesso di più é stato proprio lui.

Simeone: 7,5. La più bella notizia di questo campionato. A soli 21 anni, all’esordio in Europa, segna ben 12 gol, in una stagione travagliata come quella rossoblù. Certo, anche lui passa dei momenti di appannamento, ma quello che ha colpito è la grinta e la voglia di non mollare mai che ha messo in ogni singola gara giocata. Bravo Juric a lanciarlo senza esitazioni dopo il primo infortunio di Pavoletti e bravo lui a farsi trovare pronto. Può crescere ancora tanto, ma a meno di clamorosi sviluppi societari, è probabile che lo farà lontano dal Genoa, in quanto giocatore più appetito sul mercato e forse più sacrificabile. Ma mai dire mai.

Pinilla: 4,5. Da un giocatore come lui ci si aspettava decisamente molto, ma molto di più. Invece è a tratti disarmante. L’emblema è l’espulsione rimediata in casa con l’Atalanta e gli 0 gol realizzati. Si spera che abbia già fatto le valigie.

Pellegri: 6,5. Ci piaceva comunque dare un voto a questo giovanotto di 16 anni che con sole 3 apparizioni è riuscito a battere due record. E il gol all’Olimpico difficilmente se lo scorderà. Speriamo sia solo il primo di una lunga serie… rigorosamente in maglia rossoblù! Ma diamogli tempo.

ALLENATORI

Juric: 6. Partenza da applausi, dove comunque il Genoa è grande con le grandi, ma fatica molto con le piccole squadre. Dopo la rivoluzione di gennaio va un po’ in bambola e non riesce a riprendere il bandolo della matassa. Il ritorno comunque conferma le buone cose viste nella prima parte del campionato, ma anche quelle brutte della seconda. L’obiettivo salvezza va comunque in porto ed é quello che conta. Speriamo che quest’anno sia servito a limare quei difetti che ha e si spera abbia individuato.

Mandorlini: 5. Il feeling con la piazza non si crea mai, nonostante i 4 punti nelle prime 2 gare (che peraltro saranno importantissimi). Ma il gioco non decolla mai e lui non riesce a portare alcun valore aggiunto. Dopo qualche gara è il baratro. Grazie lo stesso.

Il nuovo mister è già alle corde… #mandolini #mandorlini #genoa #forzagenoa #grifoniatempoperso #vignetteatempoperso

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