Cercasi cuore disperatamente

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Alcuni lo pensavano solamente e non lo dicevano, ma si sa che quando in casa Genoa si inizia a parlare di “partita della vita” i risultati storicamente non sono poi dei più rosei…

E dire che sembrava essersi messo tutto per il verso giusto: squadra in vantaggio dopo un bel primo tempo e nonostante un rigore sbagliato che stava già per far apparire brutti fantasmi.

Nella ripresa ecco la sospensione temporanea della gara per i fumogeni rossoblù alzatisi dalla Nord per festeggiare il ritorno in gradinata dei tifosi squalificati dopo Genoa-Siena (avvenuta proprio negli stessi minuti di quella nefasta gara, probabilmente una corrispondenza voluta) e del lancio di una torcia in campo nei pressi di Sorrentino.

Da lì una squadra psicologicamente molto instabile subisce l’1-2 immediato del Chievo, che senza troppi sforzi ribalta la situazione, perforando una difesa che per l’ennesima volta si rivela lenta e sulle gambe.

A poco sono serviti gli assalti finali, complice un mister che ha aspettato gli ultimi 5 minuti per inserire forze fresche in avanti.

Ecco veniamo quindi a Juric. Ivan sta pagando sicuramente la sua inesperienza, che se prima era nascosta dai risultati positivi, adesso sembra averlo mandato completamente nel pallone. Dichiarazioni forse inopportune in conferenza stampa, incapacità nel gestire i cambi a partita in corso, l’unica cosa in cui si può ancora sperare é il suo attaccamento ai colori rossoblù e alla sua grinta, che però sembra stia vacillando (le lacrime in conferenza stampa sembrano essere un segnale in tal senso).

Probabilmente nessuno, visto il girone di andata, si sarebbe aspettato un finale di campionato del genere. Più che a livello tecnico, sembrano mancare le forze a livello caratteriale ed è questo quello che spaventa i tifosi. Finché la squadra in campo ha lottato e lotta i risultati sono arrivati, lo dimostrano le grandi vittorie nel girone di andata e non ultime la partita con la Lazio e il primo tempo di domenica. Ma quando si stacca la spina tutto é perduto.

Occorre quindi che i giocatori tirino fuori il CUORE, quello che ci sta mettendo il Crotone e che deve essere caratteristica fondamentale di una squadra che lotta per non retrocedere. E chi non è disposto a farlo, é bene che si faccia da parte. Altrimenti il finale potrebbe essere già scritto.

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