INTERVISTA – Diego Pistacchi, dal “suo” Genoa al caso Izzo

FacebookTwitterGoogle+TumblrEmailPrintCondividi

Nella quinta puntata di #Grifoniatempoperso, il nostro programma su Radio Gazzarra, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Diego Pistacchi, apprezzato giornalista de Il Giornale della Liguria e soprattutto tifoso Genoano. Riportiamo sul nostro blog quanto ci siamo detti in onda, ma vi ricordiamo che potete ascoltare l’intervista QUI (parte al minuto 29:30).

Cominciamo con Juric e Gasperini, “Il presidente Vrenna ha di fatto congedato Juric, dicendo che lui avrebbe preferito un incontro per provare a convincerlo, che se lo sarebbero meritato i tifosi del Crotone, però, ha detto il presidente, io non tengo a forza nessuno, nonostante avrei voluto ricordargli che ha un altro anno di contratto. Parole che confermano l’addio di Juric. Per contro, Gasperini sta ancora cercando una squadra, e si parla dell’Atalanta, l’unica panchina rimasta ormai senza allenatore, ma oggi c’è stata una novità di Tavecchio: il presidente della FIGC che ha detto che i giochi per la Nazionale non sono ancora fatti e non è detto che Ventura sia il prossimo CT, ci sono ancora quattro o cinque nomi. E tra questi nomi c’è chiaramente anche quello di Gasperini, nome non fatto direttamente da Tavecchio, ma in corsa tra i papabili per la Nazionale c’è anche lui”.

Un colpaccio, eventualmente, sia per il Gasp, che per Preziosi che si libererebbe dello stipendio dell’allenatore “E poi Gasperini potrebbe scegliere finalmente i giocatori che vuole. Anche se personalmente non sono convinto che sia un CT ideale da Nazionale, nel senso che lui ha bisogno di imporre il proprio gioco ed il proprio credo calcistico, quindi ha bisogno di passare più tempo con i calciatori, però è un allenatore molto molto bravo, quindi farebbe sicuramente bene, e anche meglio di molti allenatori del passato”.

Chiediamo a Diego di stilare il suo 11 rossoblù ideale, “Faccio una premessa: non sono in assoluto i campioni o più forti nel ruolo, ma ci sono alcuni che hanno un motivo affettivo. Il portiere titolare sarebbe Perin, ma lo stesso Martina non aveva nulla da invidiare a certi portieri, anche se io sono cresciuto con Girardi e dato che il primo amore non si scorda mai, schiero lui. A destra è una bella lotta: Dan Petrescu, ma non si può dimenticare Gorin, piuttosto che Ruspa Testoni. In mezzo c’è l’imbarazzo della scelta: Ferrari, Signorini, Onofri, ma io ci metto anche Izzo. E poi Sebino Nela. A sinistra Branco o Fortunato. Ma ci sono anche giocatori freschi, Ansaldi per esempio. In mezzo Jan Peters, o Van Der Eyken. Giocatori arrivati o leggermente rotti o un po’ in là con gli anni, ma davvero fenomeni. E là davanti, Aguilera. Uno dei primi attaccanti moderni, perché giocava a tutto campo e perché vedeva il gioco come pochi. Ma cito anche Onorati, o Perotti”.

Apprezzato cronista-tifoso (“Perché prima cronista?” scherza Diego), ma come si fa a far convivere la passione per il Genoa con l’aspetto lavorativo? “Battute a parte, la cosa difficile spesso è quella di separare il ruolo dall’aspetto emotivo, perché quando uno lavora deve fare il professionista. Credo che i miei pezzi abbiano sempre una caratteristica, che molte volte può dare fastidio a qualcuno. Nascono sempre da un sentimento sincero. Tornando ai calciatori migliori, ad esempio, purtroppo si tende sempre a fare riferimento a quelli che se ne vanno. Ma dobbiamo ricordarci che i giocatori davvero forti sono aumentati rispetto al passato. Prima eravamo attaccati ai Testoni ai Gorin per quello che davano: cuore, attaccamento alla maglia, ma negli ultimi anni, a livello qualitativi siamo cresciuti molto. I grandissimi campioni li abbiamo visti solo recentemente, e questo è il merito di una società che li ha scelti e portati al Genoa. La stessa società che ha fatto tanti errori, continuerà forse a farli, ma in un’ipotetica bilancia tra pro e contro, sono di più i pro. Molti ragazzi che adesso vivono di Genoa e frequentano lo stadio hanno sempre visto il Genoa in serie A”. Noi ancora ci ricordiamo il menaggio dei tre derby vinti dalla Samp nella stagione 2002/03 (“Ma adesso il numero tre non gli sta più tanto a cuore”) e la promozione cancellata di Genoa-Venezia e la cavalcata verso la Serie A (“Un campionato – quello 2006/07 – che è durato poco fino all’ultima partita, poi le ultime due settimane sono durate tantissimo, non finivano più”).

I nostri ospiti possono scegliere una canzone da trasmettere durante il programma, e sentendo Diego raccontare, capiamo subito il perché della sua scelta “Romantici, di Viola Valentino per delle strofe che sembrano scritte apposta per il Genoa: vecchi bambini che altro non siamo; ci hanno dannati eppure ridiamo; ci credono pochi ma siamo milioni. Bhè, ovunque uno vada, bene o male trova qualcun altro che è andato in vacanza con la maglietta del Genoa, ed io sono uno di quelli tra l’altro”.

Un’ultima curiosità sulla sua professione: in questi tempi in cui le notizie volano sul web e si fa a gara a chi pubblica prima un risultato o una dichiarazione, cosa vuole dire scrivere su un quotidiano cartaceo, con il rischio che le notizie, pubblicate il giorno dopo, siano già vecchie. L’esempio recentissimo è il caso di Izzo e delle gare ritenute truccate: la notizia è uscita lunedì verso le 11 del mattino, ma i giornali ne possono parlare solo il giorno successivo: “Abbiamo una grossa fortuna in questi casi: una fortuna dal punto di vista professionale, purtroppo un po’ meno dal punto di vista deontologico e giornalistico. Certi fatti sono cavalcati e sparati forti e secondo me la sera uno va a dormire con l’idea che Izzo vende le partite e resta l’accusa. Per un cartaceo, abbiamo la fortuna di poterci lavorare un po‘ di più e scoprire ed approfondire più cose: non diciamo che non è vero, diciamo che l’accusa non è così chiara e non ci sono tutte le prove che sono state dette a caldo. Poi, nello specifico, in Italia siamo abituati a buttare lì questi fatti, pensiamo a Criscito e Milanetto. Ma tornando a Izzo: in tutte le intercettazioni uscite, non c’è uno che tiri direttamente in ballo il calciatore del Genoa. Non significa che sia innocente, ma bisogna essere più prudenti nelle considerazioni”.

email
Precedente Grifoni a tempo perso su Radio Gazzarra. Quinta puntata e primo ospite Successivo Grifoni a tempo perso su Radio Gazzarra. Sesta puntata: amarcord é la parola d'ordine