#Genoa2015/2016: il pagellone

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Tempo di bilanci di fine stagione, e tempo di pagellone. Durante l’anno non siamo stati molto continui nelle pagelle del dopo partita, ma cerchiamo di farci perdonare analizzando il campionato di tutti quelli che hanno vestito la maglia rossoblù durante quest’anno…

 

Perin: 7,5. 

Rientra alla 8a di andata contro il Chievo, riprendendosi il suo posto tra i pali. L’inizio é leggermente a rilento complice il momento altalenante della squadra, ma il suo carisma e le sue prestazioni crescono di partita in partita. Si riprende la Nazionale e chiude eroicamente la stagione a sei giornate dalla fine, dopo l’impresa a Sassuolo, dove gioca per più di un tempo con il crociato rotto, compiendo interventi spettacolari e blindando il risultato. Un’altra stagione da leader e un legame sempre più forte con il Grifone, che speriamo non si interrompa mai. Peccato si perda l’Europeo, che avrebbe meritato.

Lamanna: 6,5

Ha la possibilità, grazie agli infortuni di Perin, di giocare ben 13 partite. Non male per un secondo portiere. Eugenio parte benino nella parentesi iniziale, mentre chiude alla grande il finale di campionato, dimostrando di aver lavorato duro per migliorarsi durante l’anno. Il Genoa sa di poter contare su di lui, vedremo se continuerà ad accettare questo ruolo da comprimario.

Ujkani/Donnarumma: s.v.

Il primo a gennaio prende e va a Latina. Il secondo speravamo potesse giocare almeno l’ultima partita di campionato, per veder premiato il suo impegno.

Burdisso: 7

Un’altra grande stagione dopo quella dello scorso anno. Il capitano rossoblù anche in questo campionato riveste un ruolo importantissimo fuori e dentro il campo, contribuendo alla grande anche all’adattamento dei nuovi. E poi guida la difesa con esperienza, sbagliando veramente pochissimo. Un grande.

Izzo: 8

Se l’anno scorso era stata la stagione dell’adattamento in Serie A, quest’anno é uno dei titolarissimi. Patisce un paio di partite in cui Gasperini lo schiera esterno a destra, ma riportato nel terzetto difensivo cresce di partita in partita, sfornando prestazioni sontuose. Non a caso arriva la convocazione in Nazionale maggiore per lo stage pre-Europei. Difficile che possa andare in Francia, ma mai dire mai. Può diventare davvero un giocatore importante e la prossima essere la stagione della consacrazione, si spera in rossoblù.

De Maio: 6,5

Male a inizio campionato e nel mercato di gennaio patisce molto il fatto di essere, di fatto, sul mercato. Riesce però a riprendersi alla grande, disputando un ottimo girone di ritorno, piazzando anche la ciliegina con il gol (indossando la fascia da capitano) sotto la Nord contro l’Inter. Se gioca come sa non ce n’é per nessuno.

Muñoz: 6,5

Tanti problemi fisici, che lo portano a disputare solo 18 partite. Peccato perchè alcune le gioca davvero alla grandissima, risultando un difensore davvero insuperabile e potenzialmente uno dei migliori della rosa rossoblù. Non a caso qualche anno fa era richiesto da squadre di primissima fascia. Se integro, giocatore importantissimo per il Genoa.

Marchese: 5,5.

Pochissime apparizioni, solo 11. Perseguitato dal suo ginocchio, purtroppo riesce a rendere molto meno degli ultimi anni,. Chissà che non sia arrivato, forse, al capolinea della sua esperienza in rossoblù.

Ansaldi: 7,5

Arrivato dopo un paio di stagioni in cui aveva collezionato la miseria di 16 partite in totale, viene piano piano rimesso a nuovo dallo staff sanitario rossoblù. Gli inizi sono incoraggianti, seppur schierato da Gasperini come terzo centrale di sinistra, mostra temperamento, fisico e ottima tecnica. Finché nella partita di Bergamo non viene schierato sulla fascia di destra a fare il fluidificante, e lì esplode, trovandosi decisamente più a suo agio. Destro o sinistro non importa, mostra una tecnica sopraffina, dimostrandosi di un’altra categoria. Giocatore formidabile, da Champions. Un piacere averlo visto con la nostra maglia, ma é davvero dura trattenere un giocatore del genere.

Cissokho: 5

Arrivato dopo un lungo tira e molla con il Nantes, parte subito come titolare della fascia destra, complice la pubalgia di Diogo Figueiras. Per quanto mostri impegno, si dimostra davvero non al livello della Serie A, dati i mezzi tecnici non eccelsi. Salviamo solo la palla da lui scodellata all’ultimo respiro per Pavoletti nel 2-1 sul Sassuolo. A gennaio va in Serie B al Bari, ma nemmeno lì gioca tantissimo…

Diogo Figueiras: 4,5.

Per carità, le doti tecniche non gli mancano, ma arriva in condizioni fisiche davvero precarie. Se in zona offensiva si mostra talvolta pericoloso (vedi gol contro il Carpi), in difesa viene saltato sistematicamente, facendo quasi fatica a stare dietro agli avversari. Inadatto per il gioco di Gasperini, a gennaio torna al Siviglia.

Fiamozzi: 6,5

Arrivato quasi a sorpresa nel mercato invernale e voluto dal neo ds Sogliano, si dimostra sicuramente un buon giocatore, dotato di gamba e soprattutto doti da crossatore non disprezzabili. Schierato nell’emergenza anche come centrale difensivo a Napoli, non sfigura. Un prospetto interessante, da far crescere come gli altri giovani italiani arrivati ultimamente dalla serie B e valorizzati in rossoblù.

Laxalt: 7.

E’ forse la rivelazione dell’anno in casa Genoa. Arrivato nel gennaio 2015, viene subito etichettato come classico giocatore “dal ruolo indefinito”. Mezzala, esterno d’attacco, trequartista: questi i ruoli da lui svolti prima di arrivare in rossoblù. Pronti, via: il mister in ritiro lo reinventa esterno di centrocampo. Sembra una soluzione di emergenza, in attesa dell’arrivo di un titolare in quel ruolo. In vece partita dopo partita Diego si dimostra sempre più convincente, dimostrando una capacità di corsa degna del miglior Marco Rossi, che lo porta a esprimersi sempre meglio in quel ruolo. Con l’arrivo a gennaio di Gabriel Silva si pensa che gli spazi per lui possano un pò ridursi, ma viene fatto rifiatare solo in poche partite, venendo spostato nell’occorrenza anche nel tridente. In più condisce la sua fantastica annata con tre gol, tutti decisivi. Una bella sorpresa, dalla quale probabilmente si ripartirà il prossimo anno.

Gabriel Silva: 6,5.

Arriva a gennaio e i tifosi già storcono il naso. “Ma come, questo giocava nel Carpi, e nemmeno sempre!”. Il fatto che però l’Udinese ponga il suo riscatto a 6 milioni non é un caso. Si intuisce subito dalle prime uscite che si tratta di un giocatore valido, rispetto a Laxalt forse dotato di meno corsa, ma migliore in fase difensiva e tecnicamente. Difficile competere però con la straripante stagione dell’uruguayano, e alla fine le presenze sono solo 11. Con un riscatto del genere difficile vederlo al Genoa anche il prossimo anno, a meno che non si ottenga uno sconto o un rinnovo del prestito. In caso contrario tornerà a Udine.

Ntcham: 5,5.

Parte fortissimo nelle prime due partite, tanto da far gridare al fenomeno da tutti gli addetti ai lavori. Schierato trequartista con licenza di inserirsi pare davvero destinato ad essere il craque della stagione rossoblù. E invece il francesino piano piano si perde, dimostrando tutta l’inesperienza che dopo tutto ci si aspetta da un ragazzo di 19 anni alla prima esperienza in prima squadra, per di più in un altro campionato. I mezzi sono più che buoni, sicuramente questa stagione gli é servita e sarà più pronto nel suo secondo anno di prestito al grifone.

Tachtsidis: 6.

Le strade di Panagiotis e del Genoa sembravano non doversi mai incontrare. Prestiti, comproprietà, dissidi (presunti o meno) con mister Gasperini, pareva un amore destinato a non sbocciare. Alla fine gli viene designato il ruolo di vice-Tino Costa, ma nemmeno in mancanza dell’argentino all’inizio vede troppo spesso il campo. Dopo la conversione del tecnico al 3-5-2 inizia a trovare via via più spazio, anche se nel ruolo davanti alla difesa non convince mai del tutto. Meglio invece come mezzala di inserimento (in alternativa a Rigoni) o addirittura da trequartista, dove rende molto di più. Una volta trovata la giusta collocazione tattica, nella rosa del Genoa ha dimostrato di poterci stare benissimo.

Rincon: 8.

Già nella sua prima stagione al grifone aveva stupito tutti per la sua grinta e duttilità in mezzo al campo, dimostrando di saper giostrare dignitosamente anche sull’esterno. Quest’anno ci mette anche tanta qualità oltre alla concretezza, riuscendo a segnare ben tre gol (tra l’altro di pregevole fattura) dopo un lunghissimo digiuno. Nella seconda parte della stagione Gasperini lo schiera davanti alla difesa, e anche lì si dimostra grandissimo giocatore. Monumentale.

Dzemaili: 7.

Inizio in salita, complice la concorrenza e le tante assenze per infortunio, seppur intervallate dal gol partita nella vittoria in casa col Milan. Il girone di ritorno invece é decisamente un crescendo e il diverso schieramento a centrocampo lo agevola. Con Rincon e Rigoni compone un terzetto di qualità e quantità, difficile da disfare. In più porta tanta esperienza e diventa presto uno dei leader di questo gruppo. Gli piacerebbe restare, ma il prestito é secco. Parlerà con il Galatasaray, al Genoa ha dimostrato di tenere molto. Vedremo.

Tino Costa: 5,5.

Doveva essere la stagione della sua rinascita, dopo i suoi primi, tribolati, mesi in rossoblù. Purtroppo tra agosto e dicembre, oltre a giocare solo la metà delle partite, non riesce mai a metterci quella qualità che tutti si aspettano da lui. Senza troppi rimpianti, a gennaio saluta destinazione Fiorentina, ma anche lì la storia non cambia molto. Giocatore sfortunato.

Rigoni: 7.

Dopo essere stato accostato al Genoa in diverse finestre di mercato, finalmente a inizio 2016 l’occasione é quella giusta. Parte a rilento, ma ha un ruolo fondamentale nella rinascita del grifone. Pian piano si inserisce al meglio nel nuovo centrocampo disegnato da Gasperini e segna tre gol consecutivi in casa, tutti decisivi e importantissimi. Un ottimo tassello: al posto giusto nel momento giusto.

Perotti: 6.

Rimasto, forse controvoglia, dopo il mercato estivo, si mostra solo a sprazzi per il grande giocatore che i tifosi hanno ammirato nella passata stagione, risultando in alcune partite comunque decisivo. Su 22 partite ne salta 6 (tra cui il derby) tra squalifiche e infortuni, segnando un solo gol dal dischetto a Udine e collezionando due assist. Un peccato esserselo goduti a mezzo servizio. Arrivato a Roma al termine della campagna acquisti invernale, si riaccende la luce in Diego: su 15 gare in maglia giallorossa 3 gol e 7 assist.

Gakpé: 6.

Seppur al Nantes avesse giocato in tutti i ruoli del tridente, si capisce subito che il buon Serge forse non é del tutto adatto al tridente di Gasperini, che lo schiera o da centravanti o come seconda punta. Il francese sosia di Eddie Murphy riesce nonostante tutto a segnare 3 gol, tutti decisivi, contro Hellas, Chievo e Frosinone, senza tuttavia far breccia nel cuore del tecnico. A gennaio passa quindi in prestito all’Atalanta, che difficilmente ne eserciterà il riscatto. Vedremo che ne sarà di lui…

Capel: 5,5.

Esterno d’attacco si, buon palmares anche, ma dopo qualche apparizione (di cui una effettivamente non male contro il Milan) inizia a collezionare sempre meno minuti. L’impressione é che non abbia mai capito fino in fondo cosa voleva da lui il Gasp, che comunque lo ha sempre lodato per l’impegno negli allenamenti e all’interno del gruppo. Grida ancora vendetta la mancata occasione del possibile pari con la Roma nella sfida la Ferraris.

Lazovic: 5.

Si gioca con Pandev il ruolo della più grande delusione in casa rossoblù. Arrivato a parametro zero, e indicato dagli addetti ai lavori come grande colpo della società, dopo un periodo di adattamento durato 11 partite sembra sbocciare definitivamente nella gara di Frosinone, dove risulta il migliore in campo con due assist e un incrocio dei pali colpito su punizione. Peccato che si tratti solo del canto del cigno, o forse solo del brutto anatroccolo. Dimostra una debolezza caratteriale sorprendente per uno che fino all’anno prima era il capitano della Stella Rossa di Belgrado, non certo del Pizzighettone (con tutto il rispetto per la squadra lombarda) . La sua parentesi al Genoa sembra terminata, sempre che non gli si voglia concedere un’altra chance nella prossima stagione.

Pandev: 5,5.

Le prime uscite (tranne qualche sprazzo a Palermo) sono disarmanti. E’ davvero questo il giocatore che il Genoa ha bloccato con addirittura sei mesi di anticipo? Verso fine campionato sembra avere un sussulto d’orgoglio, giocando due grandi partite contro Empoli e Torino in casa, prima di infortunarsi nuovamente. Se vogliamo imputare l’inizio disastroso al fatto che il ruolo di prima punta non può essere considerato proprio il suo e che nella scorsa stagione ha giocato decisamente poco, non possiamo però dimenticarci dell’inesorabile numero 0 alla casella gol fatti. CI si aspettava sicuramente di più da lui.

Suso: 7.

E pensare che poteva arrivare già da settembre. l’eroe (con Pavoletti) del derby patisce l’iniziale concorrenza con Cerci, ma poi si cala perfettamente nella sua nuova realtà e ruolo. Una tecnica sopraffina e un sinistro magico lo portano a segnare ben 6 gol (diciamo anche 7 contando quello di Verona attribuito al portiere avversario) e a regalare la stracittadina al Genoa dopo quasi 3 anni. Dopo Iago Falque, un altro spagnolo fa innamorare i tifosi. Peccato non abbia accettato un prestito più lungo, ora sarà molto difficile cercare di strappare al Milan una sua permanenza (peraltro voluta anche da lui), ma mai dire mai.

Matavz: 6.

Non ce la sentiamo di bocciarlo dopo sole 7 partite giocate, di cui una in cui ha giocato 9 minuti con la Juve, tre sono trasferte che sono state giocate molto male da tutta la squadra (Milan, Chievo e Bologna) e altre 3 (Udinese e Frosinone in casa, trasferta a Reggio Emilia col Sassuolo) dove tutto sommato pur non segnando non ha sfigurato. Difficile comunque che il Genoa lo riscatti a 4 milioni.

Cerci: 6.

Arriva con grandi aspettative, che riesce a ripagare solo in parte. Segna quattro gol, di cui uno inutile e carambolesco a San Siro, e tre rigori pesantissimi, fondamentali per le vittorie su Torino e Udinese. Non riesce ad entrare in forma che s’infortuna nuovamente, ma da un lato é un bene perché grazie al suo forfait trova spazio Suso, che esplode. Quasi sicuramente la sua avventura al Genoa si concluderà qui.

Pavoletti: 8,5.

Una stagione mostruosa, e il voto sarebbe stato anche più alto, non fosse stato per quella sciagurata gomitata nella partita col Carpi che gli costa tre giornate di squalifica. Conferma o quasi la straordinaria media gol del finale della passata stagione ed espulsione a parte risente di qualche problema fisico che frena la sua fame sotto porta, se no chissà quanti ne avrebbe fatti. Quota 14 (di cui 3 nei derby) é comunque abbastanza per meritarsi il titolo di miglior marcatore italiano, e gli vale la convocazione per lo stage pre-Europeo, con discrete possibilità di rientrare nei 23 finali. Futuro? Difficile dirlo. Pavogol é legato al Genoa e ai tifosi, ma l’impressione é che davanti a un’offerta consistente (superiore ai 15 mln) possa partire. Sempre che un’offerta del genere arrivi… Staremo a vedere.

Gasperini: 7,5.

Stagione difficile per il mister, forse una delle più dure da quando siede sulla panchina rossoblù. L’inizio é in salita, e ci mette quasi un girone a prendere in mano del tutto la squadra. Complici acquisti che si rivelano sbagliati, squalifiche (troppe) e infortuni. Per non parlare della contestazione. Bravo a rialzarsi e a mettere da parte il 3-4-3 quando si accorge che gli uomini a disposizione non sono in grado di sostenerlo, e a creare un 3-5-2 in grado comunque di produrre gioco e risultati. Dimostra anche maturità lavorando molto su alcuni giocatori (su tutti Tachtsidis) che sembravano non adatti al suo gioco, e a rivedere alcune sue scelte (Ansaldi centrale di difesa e Izzo esterno). Da applausi l’intuizione di Laxalt come esterno di centrocampo e di Rincon regista. Se, come pare, lascerà il Genoa, non poteva chiudere in modo migliore.

 

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